Ossigenoterapia: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali | Ohga!

2022-06-24 18:28:22 By : Mr. Jimmy Huang

Normalmente l’aria che respiriamo è costituita da circa il 20% di ossigeno, che serve come rifornimento di energia alle cellule dei nostri tessuti che, in assenza della giusta quantità, non funzionano correttamente e possono anche morire.

L’ossigenoterapia è, come suggerisce il termine, la somministrazione artificiale di ossigeno all’interno di in un trattamento medico o in tutte quelle condizioni in cui una persona, affetta principalmente da disturbi respiratori, non riesce ad ottenere abbastanza ossigeno in modo naturale, che si tratti di una patologia o condizione cronica, o di una condizione acuta. Nei casi di patologie croniche in cui il livello di ossigeno nel sangue si mantiene perennemente basso sarà necessaria una terapia costante, mentre in alcune patologie potrebbe essere necessaria solo nei momenti in cui i sintomi della malattia si acutizzano.

Solitamente la carenza di ossigeno può essere accompagnata da una sintomatologia precisa, quindi si potrebbero avvertire:

Per capire se il paziente ha necessità di ossigeno occorrerà determinare la quantità dello stesso nel sangue arterioso, quindi saranno necessari degli esami del sangue; un altro strumento utilizzato a questo scopo è il saturimetro, che indica il livello di ossigeno e saturazione semplicemente applicando lo strumento ad un dito.

L’ossigenoterapia viene prescritta soprattutto nelle patologie o disturbi della respirazione, tra cui possiamo elencare:

Altri disturbi o condizioni che possono necessitare di ossigenoterapia possono essere:

L’ossigenoterapia è molto utile nel diminuire la sensazione di mancanza di respiro, permettendo alle persone di essere più attive, migliorandone la qualità della vita; può essere efficace anche nello sviluppo dei neonati che presentano malattie polmonari, aiutandoli nella crescita.

Soprattutto nei casi di BPCO l’ossigeno dovrà essere assunto in modo regolare e a lungo termine, per la maggior parte della giornata, in quanto i livelli di ossigeno nel sangue risultano perennemente bassi: l’ossigenoterapia in questi casi aumenta i tassi di sopravvivenza di chi ne è affetto.

Le patologie o condizioni croniche possono richiedere una terapia di ossigeno fissa, mentre alcune condizioni acute possono richiedere l’ossigenoterapia per un periodo limitato: in base a ciò la terapia avverrà in una struttura dedicata o anche a domicilio, quindi a casa propria, avvalendosi di strumentazioni portatili e adatte alle diverse necessità e occasioni.

In base a quanto abbiamo detto l’ossigenoterapia può essere somministrata in diversi modi:

L’ossigenoterapia è realmente utile solo nei casi in cui i livelli di ossigeno nel nostro organismo sono davvero bassi; nel caso in cui non ci sia una reale necessità l’assunzione eccessiva di ossigeno, soprattutto se prolungata, potrebbe anche danneggiare i polmoni, specialmente in concomitanza di patologie polmonari.

Questo tipo di terapia non dovrebbe causare effetti non desiderati, in ogni caso è disponibile solamente dietro prescrizione medica ma, soprattutto negli utilizzi prolungati, potrebbe provocare secchezza delle vie respiratorie ed epistassi, stanchezza e mal di testa.

Anche in caso di eccesso di ossigeno somministrato si potrebbero riscontrare degli effetti collaterali, quali sonnolenza ed eccessivo torpore; nei neonati il trattamento prolungato con ossigeno supplementare potrebbe causare danni alla retina e anche cecità.

Occorre stare molto attenti con l’ossigenoterapia domiciliare, in quanto l’ossigeno presente in un luogo aumenta la combustione del fuoco, pertanto è indicata particolare attenzione nel modo di conservare le bombole di ossigeno all’interno della propria casa: ad esempio non chiudere i serbatoi in piccoli armadi, non utilizzarlo in presenza di fiamme libere, o in cucina, e cercare di mantenere i dispositivi in posizione verticale senza farli cadere.

Inoltre l’ossigenoterapia, nello specifico tramite somministrazione iperbarica, è controindicata in presenza di assunzione di determinati farmaci o patologie, risultando non adatta a tutti i tipi di pazienti.